Parola ai cittadini per decidere il futuro dell’ex Cjmeco

Fonte: http://m.iltirreno.gelocal.it/massa/cronaca/2017/12/16/news/parola-ai-cittadini-per-decidere-il-futuro-dell-ex-cjmeco-1.16247709

La consultazione è online sul sito del Comune di Aulla A scegliere la proposta migliore sarà l’agenzia del demanio

AULLA. Da ieri e fino al 15 marzo prossimo è aperta una consultazione pubblica per raccogliere online idee e suggerimenti per il recupero dell’area della Colombera, alle porte della frazione aullese di Pallerone, dove insiste la discarica ex Cjmeco. La consultazione pubblica sarà raggiungibile attraverso i siti web dell’agenzia del demanio e del Comune di Aulla e seguirà due binari: il primo più “light”, con suggerimenti da parte di chiunque su come vorrebbe l’area della Colombera; il secondo più strutturato e modellato sulle esigenze degli addetti ai lavori, prevedendo la presentazione di idee progettuali dettagliate, ma non vincolanti, che potrebbero costituire la base del bando di gara per la bonifica definitiva, che verrà, poi, elaborato dal demanio. Bando di gara che sarà fatto sulla base di quanto deciso dal Comune, al quale spetterà il compito di decidere quale destinazione d’uso dare all’area. Lo ha detto chiaramente ieri mattina il direttore generale dell’agenzia del demanio, Roberto Reggi, alla presenza del sindaco di Aulla, Roberto Valettini, il quale ha detto, altrettanto chiaramente, che l’area in futuro non darà accesso ad aziende insalubri, durante l’incontro pubblico promosso dall’agenzia del demanio e dal Comune di Aulla sul futuro e la rigenerazione dell’area della Colombera, svoltosi nella sala consiliare del palazzo comunale aullese.

La rigenerazione del sito, tra l’altro, è stata già avviata con un importante intervento di messa in sicurezza e bonifica dell’amianto, riguardo cui sono state fornite alcune cifre interessanti come le quantità di amianto messe in sicurezza: 273 tonnellate di amianto friabile e 120 tonnellate di amianto compatto. «La situazione è in sicurezza e parte dell’amianto è stato incapsulato in un materiale rosso ha spiegato Alessandro Bellomo della InterEco Servizi – mentre altro è stato confinato in alcuni edifici, pur essendo ancora presente». E di area compromessa, pur palesando grandi opportunità, ha parlato anche lo stesso Reggi: un’area di 162mila metri quadri, con 83 fabbricati, dove, fino al 1995, si assemblavano missili. Non sono mancate, però, le critiche anche sferzanti dal pubblico, fra i quali spiccavano alcuni storici esponenti del comitato “Vivere Pallerone”. A riecheggiare in sala, in particolare, le accuse del palleronese Sirio Mastrini, cofondatore del comitato “Vivere Pallerone”, al quale non sono bastati i riferimenti agli atti vandalici alle strutture come causa del crollo dell’amianto dalle stesse, ma chiamava in causa il ruolo di un’associazione che, a suo dire, avrebbe sottratto parti metalliche dallo stabilimento determinando il crollo dell’amianto. E a chiedere se il terreno verrà analizzato e che i cittadini possano avere libero accesso all’area per un giorno era la capogruppo consiliare di opposizione di “Idee in Comune”, Maria Grazia Lombardi, anch’essa storica esponente del comitato “Vivere Pallerone”. Del comitato “Vivere Pallerone” faceva parte anche l’ex consigliere comunale Matteo Lupi, secondo il quale il grosso del danno alle strutture della Cjmeco risale al 2013, ricordando che c’è ancora un contenzioso giudiziario aperto, del 2004, fra il Comune di Aulla e l’agenzia del demanio.

Gianluca Uberti



Related Post