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SINTESI RELAZIONE TECNICA

Lavori di bonifica aree e terreni, rimozione e smaltimento manti di copertura in lastre di amianto – cemento (Eternit) con eventuale rifacimento di tutte/parte delle coperture interessate, incluse tutte le opere preliminari di diserbo con taglio arbusti, necessarie all’intervento di bonifica e all’individuazione dei residui giacenti sul suolo, da eseguirsi sul compendio immobiliare sito in Pizzighettone (CR)

Il progetto esecutivo è stato elaborato sotto un’ottica globale di intervento sul sito e sui singoli manufatti presenti. Il rilievo dello stato di fatto e di conservazione del sito e di tutte le consistenze è stata una attività preliminare ma fondamentale alla progettazione esecutiva.

Infatti per mezzo di questa attività è stato possibile misurare e individuare le dimensioni, la forma e la pendenza del terreno, restituire graficamente l’ingombro di ogni singolo manufatto presente, ci ha consentito di individuare la posizione di strade, recinti, di valutare la presenza della vegetazione e in generale di verificare tutti gli elementi che abbiamo ritenuto importanti presenti nel sito al fine di ottenere una planimetria dello stato dei luoghi.

Questa attività ci ha consentito di avere una base di lavoro attendibile sulla quale elaborare il progetto del cantiere, della logistica, della sicurezza e dei percorsi interni dei mezzi e dei materiali durante le fasi di lavoro. In parallelo all’attività sopra descritta è stata effettuata una attenta ricognizione visiva e fotografica del sito in oggetto con particolare attenzione allo stato di conservazione delle strutture portanti dei manufatti. Anche questo approfondimento è risultato prezioso per l’elaborazione del progetto degli interventi e ci ha consentito di valutare il peggioramento dello stato conservativo dei manufatti e del sito rispetto a quello rappresentato nel progetto definitivo.

Nel progetto esecutivo è stato affrontato il tema della consistenza delle strutture portanti esistenti in funzione dell’intervento di ricoprimento dei manufatti.

Sono state effettuate delle verifiche generali sulle condizioni conservative delle strutture principali e secondarie, con particolare riferimento alla eventuale presenza di stati di alterazione delle superfici o delle sezioni, per presenza di insetti xilofagi e/o muffe, infiltrazioni o fenomeni di condensa, oltreché strutturali per la presenza di lesioni e/o deformazioni.

È stata indagata in particolare la zona di appoggio/vincolo tra le capriate e la struttura sottostante per verificarne l’efficacia oltreché una verifica dello stato di corrosione degli elementi metallici strutturali (tiranti inferiori delle capriate, catene, staffe). Come per le strutture lignee, anche per le strutture in c.a. prefabbricato è stata effettuata una verifica delle superfici per la rilevazione della presenza di alterazioni superficiali (lesioni, rigonfiamenti, ruggine da ossidazione del ferro, infiltrazioni causate da danni alle copertine e scossaline) e delle zone di vincolo alla struttura portante sottostante.

A seguito della fase di ricognizione “in campo” descritta nel capitolo precedente, è stato possibile valutare e progettare gli interventi necessari per la conservazione e messa in sicurezza dei manufatti.

Nella documentazione fotografica si evidenzia che per alcuni fabbricati è presente un evidente stato fessurativo indotto da cedimenti differenziali amplificato dalla lunghezza dei corpi di fabbrica.

Per questi casi il progetto esecutivo prevede degli interventi di puntellatura in legno, con caratteristiche provvisorie, che ci consentono di bloccare il fenomeno del cedimento e contestualmente di salvaguardare il manufatto nel tempo.

Tipicamente la tipologia di fessura indica un potenziale ribaltamento fuori piano della parete muraria per distacco del macro-elemento di facciata per fessurazione sui muri perimetrali.

Gli interventi indicati nel progetto sono di approccio parametrico.

Il sistema di puntellamento per il ritegno delle masse murarie preferito è quello con base in appoggio.

La diffusione di fibre di amianto rappresenta l’impatto potenzialmente più importante, soprattutto nella percezione del rischio da parte della popolazione. In realtà, tale impatto sarà azzerato in virtù di:

− modalità operative per la rimozione delle lastre in amianto;

− modalità di stoccaggio dei rifiuti contenenti amianto;

− modalità operative particolari per gli interventi sugli edifici con copertura in cemento amianto collassati;

− realizzazione delle attività di rimozione delle lastre in amianto in condizioni anemometriche controllate;

− gestione di una rete per il monitoraggio continuo delle fibre di amianto aerodisperse, con feed back nelle 24 ore.
Prima di ogni operazione le lastre stesse saranno trattate con un prodotto incapsulante FIXED-D (08) (attestazione di conformità D.M. Ministero della Sanità del 20 agosto 1999).

Questo tipo di trattamento ha la funzione di fissare le fibre presenti sullo strato superficiale delle lastre, per eliminare ogni rischio legato alla loro dispersione per i lavoratori addetti alla bonifica e per l’ambiente circostante.

La rimozione delle lastre sarà effettuata con perizia per non provocare rotture.

Le lastre smontate saranno manipolate con cautela, evitando accuratamente cadute o frantumazioni prevedendo, per il calo a terra, l’utilizzo di mezzi di sollevamento.

Le lastre smontate saranno accatastate e pallettizzate per facilitarne la movimentazione.

L’impilamento delle lastre è un’operazione che può produrre potenzialmente un rilascio di fibre di amianto; pertanto si ripeterà l’operazione di spruzzatura dell’incapsulante sulle lastre accatastate di cemento amianto.

Infine tutti i materiali pallettizzati rimossi saranno chiusi in imballaggi di plastica e sigillati.

Per il confezionamento delle lastre sarà utilizzato un telo in polietilene di idoneo spessore; per maggiore sicurezza le lastre saranno rivestite con doppio telo di polietilene.

Per i frammenti di lastre si utilizzeranno big bag omologati, comunque a doppio sacco (sacco interno ed esterno).

Le lastre, imballate e pallettizzate saranno stoccate all’interno dei fabbricati coperti oggetto di bonifica.

Questa operazione ci consentirà di ridurre il rischio di danneggiamento degli imballi durante le attività lavorative di cantiere o per eventi atmosferici (pioggia, grandine o vento).

Sebbene si condurrà lo stoccaggio secondo quanto descritto, lo stoccaggio sarà ridotto al minimo, non appena raggiunta una quantità idonea al trasporto (1 o 2 container), i rifiuti saranno conferiti alla discarica.

Una particolare attenzione sarà posta per gli edifici collassati, infatti in tal caso ci troviamo di fronte a frammenti di lastre e a terreno potenzialmente contaminato da rimuovere.

Saranno dunque adottate le seguenti cautele specifiche: l’area di intervento sarà completamente delimitata con recinzione metallica mobile; sulla stessa sarà collocato, a tutta altezza, il telo di polietilene, utilizzato per imballare i rifiuti contenenti amianto, realizzando così un confinamento che proteggerà l’area da sollecitazioni provenienti dall’esterno (ad esempio fenomeni di ventosità) e conterrà le eventuali fibre aerodisperse.

Contestualmente, oltre all’incapsulamento di tutti materiali contenenti amianto con il prodotto specifico, l’intera area sarà sottoposta a nebulizzazione continua con acqua, tramite utilizzo di cannoni per l’abbattimento delle polveri.

In condizioni di forte ventosità le operazioni sui materiali contenenti amianto saranno tassativamente sospese.

Le condizioni anemometriche della zona saranno infatti costantemente monitorate dai responsabili di cantiere, attraverso l’installazione e l’utilizzo di una stazione meteo professionale Oregon WMR 300, comprensiva dei sensori di: Temperatura e umidità dell’aria in schermo solare, Barometro, Direzione e Velocità del Vento, Intensità e Accumulo Precipitazioni e parametri derivati, con ricezione dei dati dai sensori entro 300 metri in campo aperto con una frequenza di campionamento di 2,5 secondi e un datalogger USB in grado di registrare 32.544 pacchetti di dati.

Per consentire un controllo continuo sull’assenza di dispersione di fibre di amianto nelle aree limitrofe al cantiere di bonifica, sarà creata una rete di monitoraggio formata da due centraline.

I filtri campionati saranno trasmessi ogni giorno al laboratorio e i risultati delle analisi saranno disponibili nelle 24 ore.

I risultati confermeranno l’assenza di dispersione e potranno dare indicazioni circa eventuali misure correttive da adottare. Le centraline di monitoraggio saranno costituite da un campionatore a portata costante con flusso intorno ai 6/10 l/min collegato al filtro, collocato su un cavalletto. Nel dettaglio si utilizzerà il cosiddetto “sistema a cassetta”.

Il sistema è costituito da una membrana filtrante in esteri misti di cellulosa del diametro di 25 mm. avente porosità di 0,8µ, inserita su un supporto in cellulosa (PAD) ed alloggiata in un porta filtro in plastica conduttiva.

Il vantaggio ottenuto con questo sistema è dato da un unico dispositivo di campionamento (porta membrana) con la sua membrana assemblata ed allo stesso tempo un sicuro sistema di trasporto pratico e soprattutto esente dal rischio di cariche elettrostatiche interferenti che possono alterare il valore del campione.

Questo sistema utilizza membrane filtranti esenti da fibre interferenti che, essendo già alloggiate nel supporto di campionamento, non devono essere sottoposte a manipolazioni. La membrana viene rimossa solo ed unicamente nel momento della diafanizzazione e della relativa analisi. Le centraline di monitoraggio saranno collocate presso la scuola di Via Marconi, che rappresenta il sito sensibile più prossimo al cantiere e la sede comunale, punto rappresentativo della situazione di tutto il centro abitato.

Le centrali di monitoraggio saranno attive durante tutto il periodo di rimozione dei materiali contenenti amianto.

Ogni giorno si raccoglieranno le cassette contenenti le membrane filtranti e saranno consegnate al laboratorio per le analisi in Microscopia Ottica a Contrasto di Fase – MOCF, metodica riconosciuta dalla normativa di legge e tecnica di riferimento.

Anche in questo caso i risultati delle analisi saranno resi nelle 24 ore e consultabili attraverso un sito web dedicato del quale verrà data evidenza. Come qualsiasi cantiere edile, anche quello di bonifica e rifacimento, produce una potenziale diffusione di polveri, legata fondamentalmente al traffico veicolare pesante, in ingresso ed in uscita dal cantiere, e delle macchine operatrici, nell’area di cantiere.
Per questo si provvederà durante le fasi dei lavori, per tutta la durata del cantiere, alla bagnatura delle aree sterrate per almeno due volte al giorno con sistemi manuali e con l’ausilio di irrigatori e autocisterne con sistemi di innaffiatura. Lungo tutto il perimetro del cantiere, sarà conservata la barriera vegetale esistente, che non sarà oggetto quindi di interventi di potatura ed abbattimento, anche questo accorgimento risultà una naturale barriera alla diffusione delle polveri.

In buona parte dei manufatti presenti nell’area oggetto di intervento sono presenti strutture lignee portanti.

Le tipologie presenti sono generalmente capriate in legno con elemento tirante inferiore in acciaio tranne che per i manufatti 9, 10 e 26 per i quali è presente una capriata con tutti gli elementi in legno.

Dalla fase di rilievo si è verificata la presenza di alcune capriate danneggiate e, in alcuni casi, crollate a causa della mancata manutenzione. In generale i crolli sono stati innescati dal cedimento di uno dei due appoggi.

Si è potuto notare, dall’analisi degli elementi a terra e di quelli in posizione ma con evidenza di uno stato di cedimento, che gli appoggi manifestavano i segni di una presenza persistente nel tempo di acqua (rigonfiamenti, modifiche cromatiche).

Questo particolare ci fa pensare che cronologicamente abbia subito danneggiamenti prima il manto di copertura, a causa del vento e soprattutto dei deterioramenti indotti da vegetazione infestante, ed a seguito della rottura del soprastante manto che i profili in legno abbiano subito l’attacco diretto degli agenti atmosferici perdendo le iniziali caratteristiche di resistenza.

Il progetto prevede due tipi di intervento sulle strutture portanti principali in legno: il ripristino e la sostituzione.

Le strutture portanti secondarie danneggiate saranno invece tutte oggetto di sostituzione.

Il dimensionamento degli elementi strutturali sarà effettuato sulla base dei profili esistenti con l’obbiettivo di recuperare la funzionalità di quelli danneggiati con delle strutture del tutto identiche a quelle presenti.

A seguito della pulizia e diserbo del sito, della rimozione completa del manto di copertura in cemento-amianto sarà effettuata una indagine con lo scopo di fornire per ciascuna unità e/o elemento strutturale portante informazioni relative alla geometria, dimensioni, caratteristiche delle unioni, specie legnosa, umidità del legno e determinazione delle sezioni efficaci.

Queste informazioni sono un supporto indispensabile così, nel caso della sostituzione, le nuove capriate saranno prodotte con elementi di uguale dimensione.

Nel caso del ripristino con sostituzione parziale dell’elemento danneggiato, questo possa essere posto in opera con le medesime caratteristiche. In alcuni casi (cfr. tavole di progetto) si prevede il ripristino per mezzo di sistemi basati sull’impiego di fasciature con dispositivi metallici ed adesivi specificamente formulati per il legno che hanno dimostrato nell’utilizzo una serie di vantaggi, anche in termini di impatto ambientale.

Grazie a queste considerazioni dal punto di vista strutturale il progetto rispetterà il modello statico di comportamento globale.

È infatti molto importante nell’attività di restauro/consolidamento che tale requisito vada rispettato anche se venissero inseriti elementi localizzati di rinforzo per singoli elementi.

Anche i collegamenti, nodi e vincoli, saranno ripristinati mantenendo valori di rigidezza simili a quelli posseduti nella struttura originaria.

Ove possibile, per gli interventi di ripristino saranno utilizzate travi e altri elementi strutturali in legno già presenti nel sito, provenienti dalla rimozione dei materiali degli edifici collassati.

Prima del loro riutilizzo, gli elementi di recupero saranno opportunamente verificati dal punto di vista strutturale e di conservazione.

Per gli elementi di legno ad uso strutturale non di recupero, essi saranno approvvigionati presso produttori e/o centri di lavorazione in possesso dei rispettivi attestati rilasciati dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, Servizio Tecnico Centrale ai sensi del p.to 11.7.10.1 del DM 14.1.2008.

Il legno strutturale approvvigionato, inoltre, sarà esclusivamente proveniente da foreste che aderiscono alla certificazione PEFC “Pan-european Forest Certification Council” o a sistemi equivalenti.
Per il consolidamento delle capriate in legno si prevede l’utilizzo di viti da legno disposte perpendicolarmente alla superficie di frattura, nonché staffe metalliche di cerchiatura regolabili attraverso l’utilizzo di viti e manicotti.

I nuovi elementi delle strutture lignee posti in opera avranno le stesse dimensioni di quelli considerati ammalorati e di ridotta capacità portante. Si utilizzerà legno ad uso strutturale del tipo Abete/Centro Sud, Classe S1.

Oltre all’intervento sopra descritto per tutti gli elementi strutturali in legno (capriate, travicelli e tavolati) si opereranno degli interventi preservanti di tipo passivo, volti a migliorare le condizioni delle membrature fondamentali per mantenere una elevata durabilità della struttura lignea in condizioni di rischio di attacchi biotici mediante un trattamento curativo e preventivo.

Il trattamento renderà il legno inadatto nel tempo all’insediamento ed allo sviluppo degli organismi silofagi impedendo agli insetti di deporre le uova sulla superficie e negli interstizi del legno trattato ed alle spore fungine, che sono sempre presenti nell’aria, di svilupparsi venendo a contatto con il legno.

Si prevede l’applicazione di un prodotto protettivo applicato a pennello sulle superfici scoperte prima della ricopertura degli edifici. Il prodotto individuato avrà caratteristiche ecologiche, diluito in soluzione all’acqua e riconosciuto dalle Soprintendenze quale prodotto con caratteristiche che non alterano la struttura originaria del legno mantenendo l’originale porosità del materiale.

Il progetto prevede che a seguito della rimozione delle lastre di cemento amianto delle coperture del compendio immobiliare si provveda alla ricopertura di 25 edifici.

In particolare con la posa in opera di lastre ondulate in fibrocemento ecologico per i 23 manufatti con originaria destinazione di magazzino e deposito.

Per gli edifici 27 e 29, con originaria destinazione residenziale, si prevede invece la ricopertura con manto in tegole di laterizio.

Questo permetterà una integrale salvaguardia degli edifici con strutture lignee, più sensibili agli attacchi degli agenti atmosferici (pioggia e neve). Le lastre individuate (plakfort6 – Edilfibro) per il montaggio saranno in fibrocemento ecologico, realizzate con particolari cementi a resistenza chimica aumentata, a fibre organiche e di armatura sintetiche (PVA Poly Vinyl Alcohol), fibre di polietilene e rinforzi longitudinali in polipropilene.

Da un punto di vista più strettamente strutturale l’intervento risulta ampiamente compensato, infatti le nuove lastre hanno un peso inferiore rispetto a prodotti simili in commercio (13.50 kg/mq) e soprattutto rispetto al materiale che andranno a sostituire (circa 15.00 kg/mq).

Per gli edifici 27 e 29 invece si prevede il rifacimento del manto di copertura mediante la posa di tegole in laterizio, in accordo con quanto segnalato nel progetto definitivo. Il presente progetto esecutivo prevede però una modifica rispetto alle linee guida del progetto definitivo che specificava: il getto di una soletta di cls con
soprastante membrana impermeabilizzate e coppi.

La modifica ci è stata consigliata in funzione dello stato di del tavolato attualmente presente che, vista la scarsa qualità e conservazione, ci suggerisce l’utilizzo di un sistema “a secco”. In particolare si disporrà al di sopra del tavolato esistente un elemento realizzato in fibrocemento, vincolato con delle viti alla sottostruttura lignea al di sopra del quale saranno disposti i coppi in laterizio.
Con questa soluzione si otterrà un vantaggio in termini di peso del pacchetto di copertura, una veloce posa in opera degli elementi, evitando fasi di getto con cls e la possibilità di ottenere una superficie di aerazione al di sotto del pannello ondulato disposto sul tavolato. Anche in questo caso il prodotto individuato ha caratteristiche ecologiche (tegolit plus200 – Edilfibro) e prodotto a poca distanza dal sito di intervento.

A seguito dei sopralluoghi effettuati si è notato che alcuni edifici (15 – 16 – 24 – 25 – 26) mostravano dei segni di cedimento delle fondazioni.

L’analisi successiva per l’individuazione delle cause dei suddetti cedimenti ci ha portato a considerare che l’assenza di un sistema di convogliamento delle acque meteorologiche abbia causato la persistente presenza di acqua in corrispondenza delle fondazioni è l’instaurarsi di un cedimento provocato da una ridotta capacità portante del terreno umido.

Pertanto nel progetto esecutivo si è previsto sistema di drenaggio, non solo tra gli edifici contigui 15-16 e 24-25-26, ma anche per gli altri manufatti con l’obiettivo della conservazione futura di tutti gli edifici.

Le trincee drenanti avranno la funzione di intercettare e convogliare le acque meteoriche provenienti dai tetti degli edifici allontanandole dai manufatti mediante un canale drenante sub-superficiale.

I drenaggi sub-superficiali saranno realizzati a seguito della creazione di una trincea poco profonda (50/60 cm) a permeabilità significativamente più elevata rispetto a quella del terreno circostante. 
Sarà scavato un solco (40/60 cm) nel quale posare ciottoli e massi sino al piano campagna o quasi.

I materiali inerti che saranno utilizzati per riempire le trincee proverranno dalla frantumazione dei detriti, preliminarmente separati dai frammenti di cemento amianto, degli edifici crollati presenti sul sito, realizzando di fatto un intervento di riciclo dei materiali.

Anche questo intervento produrrà un vantaggio in termini di sostenibilità ambientale grazie al riciclo di materiali già presenti in situ e impedirà o rallenterà in maniera sostanziale i cedimenti negli edifici.

Durante il sopralluogo presso le aree del sito di intervento è stata confermata la presenza di un cumulo di traversine ferroviarie in legno dismesse provenienti dalle linee ferroviarie presenti e presumibilmente impregnate da olio di creosoto.

Saranno raccolte ed accatastate in zone già individuate all’interno dell’area di intervento e successivamente smaltite presso una discarica autorizzata.

Nella Sezione Galleria del sito viene fornita una sintetica documentazione fotografica del sopralluogo di rilievo effettuato a indispensabile supporto dell’attività di progettazione.